Quanto asfalto serve per un intervento: spessori, pesi e resa al metro quadro
Lo spessore dell’asfalto cambia a seconda dello strato che si sta realizzando: il tappeto di usura misura in genere tra 3 e 6 cm, il binder tra 6 e 8 cm, la base può arrivare fino a 30 cm secondo il traffico previsto. Chi deve ordinare il conglomerato, però, ha bisogno di un secondo dato altrettanto importante: il peso corrispondente a quello spessore. Un centimetro di materiale steso su un metro quadro non pesa sempre uguale, perché varia con la densità del prodotto e con lo stato, sciolto o compattato, in cui si trova.
Gli spessori tipici per strato
Ogni pacchetto stradale flessibile si compone di strati sovrapposti, ciascuno con una funzione precisa. Lo strato di base, il più profondo tra i conglomerati bituminosi, assorbe la maggior parte delle sollecitazioni verticali e orizzontali: il suo spessore varia tra 8 e 30 cm in base al traffico e alle condizioni climatiche del tratto.
Sopra la base si trova il binder, o strato di collegamento, con uno spessore medio compreso tra 6 e 8 cm: il suo compito è regolarizzare la superficie sottostante e assorbire le sollecitazioni flessionali residue prima che arrivino al tappeto di usura.
Lo spessore del tappeto di usura, lo strato a diretto contatto con il traffico, è generalmente compreso tra 3 e 6 cm, con i valori più frequenti tra 4 e 6 cm. Trattandosi dello strato più sottile, richiede una granulometria più fine rispetto al binder e alla base: una regola diffusa lega la dimensione massima dell’aggregato allo spessore da posare, per evitare che pietre troppo grosse compromettano la regolarità della superficie finita.
Questi valori si ritrovano nella pratica degli interventi di manutenzione. Un caso pubblicato da Strade & Autostrade sulla S.P. 35 Bergamo-Nembro, in Provincia di Bergamo, distingue tre livelli di intervento in base allo stato di degrado della pavimentazione:
- il rifacimento del solo strato di usura, con spessore di 4 cm, per i dissesti superficiali;
- il rifacimento di usura e binder, 4 cm per ciascuno strato, quando il degrado interessa anche il collegamento;
- la ricostruzione completa del pacchetto, con demolizione di 12 cm di materiale esistente e posa di un nuovo strato di base da 8 cm più un tappeto di usura da 4 cm, nei casi di ammaloramento strutturale più grave.
Contesti diversi richiedono spessori diversi anche per l’asfalto colato dei marciapiedi, che si stende a mano in strati sottili di 1,5-2 cm su una platea rigida di calcestruzzo di 8-10 cm, con un contenuto di legante bituminoso più alto (7-8%) rispetto al conglomerato stradale.
Come stimare la quantità di conglomerato
Per il calcolo della quantità di materiale da ordinare per lavorare alla pavimentazione stradale si parte da una formula semplice: superficie in metri quadri, moltiplicata per lo spessore in metri, moltiplicata per la massa volumica del conglomerato in tonnellate al metro cubo; il risultato è la quantità in tonnellate necessaria per l’intervento.
La massa volumica del conglomerato bituminoso a caldo, una volta compattato, si colloca tipicamente tra 2,2 e 2,5 t/m³, un dato confermato dalle prove di laboratorio condotte secondo la norma UNI EN 12697-9. Per semplificare il calcolo dell’asfalto al metro quadro, in cantiere si usa spesso un coefficiente pratico: assumendo una densità di 2,4 t/m³, un centimetro di spessore corrisponde a circa 24 kg per metro quadro.
Il peso specifico del binder stradale rientra nella stessa fascia dei conglomerati bituminosi, intorno a 2,4 t/m³ una volta steso e compattato, mentre lo strato di base, più poroso e con una minore quantità di legante, tende verso valori leggermente più bassi.
Il peso specifico del fresato d’asfalto segue una logica diversa e più variabile: il materiale ottenuto dalla fresatura del vecchio manto, prima di essere trattato, ha una densità che oscilla indicativamente tra 1,5 t/m³ allo stato sciolto e oltre 2 t/m³ quando è frantumato e parzialmente addensato. Questa differenza dipende dalla granulometria e dal grado di costipamento del cumulo, e va tenuta distinta dalla densità in opera del conglomerato steso e rullato, più alta perché priva dei vuoti tipici del materiale movimentato.
Scopri la resa del conglomerato a freddo Fusion srl
L’asfalto a freddo segue una logica di calcolo simile a quella del conglomerato a caldo, ma con una resa che varia più sensibilmente da prodotto a prodotto. Sul mercato, i conglomerati bituminosi a freddo dichiarano rese comprese indicativamente tra 16 e 23 kg per metro quadro per ogni centimetro di spessore, in base alla densità della miscela: un valore spesso richiamato in ambito SITEB indica una densità di circa 1.600 kg/m³ per alcune formulazioni, mentre i prodotti più densi arrivano fino a 2.300 kg/m³.
Il conglomerato bituminoso freddo prestazionale di Fusion srl è distribuito in sacchi da 20 kg, pensati per essere maneggiati anche senza attrezzature specifiche, e resta lavorabile in un intervallo di temperatura molto ampio, da -20°C a +50°C: una caratteristica che permette di intervenire anche nei mesi più freddi, quando il conglomerato a caldo è più difficile da reperire. Il prodotto è formulato con l’additivo vegetale Eco Fusion Pro, privo di solventi, e presenta un contenuto di legante riferito all’aggregato tra il 4,5% e il 6,0%, con una stabilità Marshall media corretta superiore a 3,0 kN.
Per stabilire con precisione quanti sacchi servono per un intervento specifico, che si tratti di una buca isolata o di un rappezzo più esteso, richiedi una consulenza diretta a Fusion srl: saremo felici di fornirti tutte le informazioni necessarie sulla base della profondità del difetto, del grado di compattazione raggiunto in cantiere e delle condizioni della superficie di posa.